Zabriensky Chi?

Amati o lamati, ah ma ti sei vista?
venerdì, 19 maggio 2006

Chi sei?

Dietro la Linea

Ti ritaglio in un angolo, aspettando un treno che tra pochi istanti ci accoglierà gentilmente tra le sue lamiere: di spalle tu, io seduto e distratto, ma non troppo per non notarti. Fai scorrere le lancette dell'orologio, ti guardi intorno, ma non verso di me, sono troppo distante e tu stai per muoverti dove io non posso sapere.

Pochi minuti, pochi respiri e verrai trascinata via, come le dozzine di persone dietro, incluso il sottoscritto. Non so tra quanto, ma il rumore delle rotaie si farà sempre più forte, sempre più forte, sempre più forte. Assordante per un attimo, fino a calare ed entrare a far parte di un rito che si ripete ogni volta: le porte si aprono con precisione meccanica, un istante dopo si incrociano centinaia di sconosciuti, come globuli rossi di una città che si muove sottoterra. Odori e voci si scontrano controvoglia, i corpi si urtano o si sfiorano o si guardano, dipende. Trenta secondi e ne mancano solo cinque. Le porte si accostano violentemente ed è la fine del rito, in attesa del prossimo.

Io sono dentro e ti ho persa, potresti essere ovunque: alle mie spalle, in un altro vagone, davanti ai miei occhi. Sono in piedi e, aiutandomi con la coda dell'occhio, ti cerco. Ma la coda si rifiuta di collaborare, non ti vedo, non ti riconosco. Io non ho mai visto il tuo viso, ora ricordo. Non ero interessato, prima, adesso sì: pagherei per conoscerlo e sapere chi diavolo sei, se sei davvero mai esistita. Toglimi questo dubbio, se no rimarrai per sempre qui, in una foto: di spalle, in un ritaglio. Rispettando, cromaticamente, la linea gialla.
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categoria: scrivo racconti, sono un pensatore


giovedì, 18 maggio 2006

Parentesi Nocturna

Dopo gli svari nocturni mi appresto a scrivere l'ennesima parentesi. Perchè questo blog invero è una parentesi, una raccola sterminata di parentesi... Sterminata è parola grossa, sessantanove post e con questo settanta: cifra tonda ma non di certo sterminata. Quindi mi ridimensiono e parlando a caso casualmente scopro d'essermi dimenticato di questo spazio. Involontariamente l'ho trasformato in una succursale di pensieri distaccati da me stesso. Senza volerlo. Ma io non sono il tipo che cancella un blog, i motivi? un po' per vanità un po' per non voler buttare via niente. Non posso sapere se tra dieci-venti-trent'anni queste parole varranno ancora qualcosa o se saranno l'unica cosa a me rimasta. Non mi vedo ottimista, percui non lascio divorare le mie parole: possono tornarmi utili nel caso volessi autoanalizzarmi (prima di rinchiudermi controvoglia al reparto psichiatria). Chiusa questa parentesi.  La messa è finita, ma prima volevo leggere un paio d'avvisi: è stato aggiornato il template e a destra potete trovare il mio Flickr Badge (click per scoprire cos'è). Due, sono stati aggiunti i link a Wittgenstein.it (il blog di Luca Sofri che ultimamente leggo con piacere) e al myspace degli Amari, un gruppo che, nonostante i tentativi di ascolti intellettuali (ho toccato il fondo con Sylvain Chaveau), continua a piacermi, soprattutto per averlo scoperto per caso ad Audiovisiva l'anno scorso.

Avrei voluto poter scrivere più sulla campagna elettorale e sulla vittoria delle elezioni. Ma ero troppo impegnato a ridere.

Parole a credito
che non merito se medito
e ti do
suoni di carta
su ciò che carta
non è.
postato da zabriskiepoint alle ore 01:34 | Permalink | commenti (pop-up)
categoria: sono un pensatore


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