
Sottofondo, musica che non ascolto, canzoni separate da frazioni di secondo, silenzio.
Scivolano sulle mie tempie, non si sente niente, non riconosco le note.
Non mi accorgo di ottoni, corde e percussioni.
Voci incomprensibili come parole sfuggite dai denti stretti di un uomo che non vuol parlare.
Un arpeggio, un solfeggio, al peggio alpeggio mentalmente con capre e cavoli.
Nulla ha senso in questo momento in cui non sento.
Dentro.
Mi faccio attraversare da ritmiche e melodie senza assorbire.
Saturo.
Musicalmente.
Imploso mentalmente.
Pause di riflessione, pause vuote riflettono in quattro quarti.
Tempi che scorrono sul pentagramma, assieme a note che segnano la calma.
Silenzio.
Ascolto.
Irregolarmente regolo il sottofondo.
E dormo.
R.