Zabriensky Chi?

Amati o lamati, ah ma ti sei vista?
sabato, 18 febbraio 2006

Arab Strap, Live in Milano @ Rainbow Club



Ascoltare gli Arab Strap dal vivo è stata una delle esperienze più emozionanti di quest'anno. Un gruppo che non seguo da anni, anzi, ma che sin dai primi ascolti hanno saputo prendermi e farmi chiudere gli occhi più volte. Partendo da Philophobia che adoro e Weeks Never Starts Around Here ancora da ascoltare bene, sino ad arrivare ai due capolavori come Monday at Hug and Pint e l'ultimo The Last Romance, questi ultimi sintomatici della loro effettiva maturazione artistica.
Per quanto riguarda il concerto di ieri sera al Rainbow, se dovessi descriverlo con un solo aggettivo, probabilmente userei la parola Rock. Come Stink, traccia d'apertura di The Last Romance e del concerto stesso: un arpeggio elettrificato e assolo in crescendo finale, roba da cardiopalma. Alcuni vecchi sostenitori del gruppo scozzese hanno avuto modo di godere durante le due canzoni eseguite in versione chitarra e voce, tra cui Packs of Three. Quelli sono i veri Arab Strap, sento dire dopo il concerto. Io, personalmente, ho goduto durante tutto lo show, anche perchè ero in prima fila, fortunatamente non c'era troppa gente e finalmente sono riuscito a fare delle foto decenti. L'unico neo è che essendomi posizionato vicino alla cassa da dodicimila watt, non si sentiva ottimamente e oggi ho ancora l'orecchio che fischia un po' per i fatti suoi. Ma ne è valsa la pena, anche solo per New Birds, quando Moffat è andato a prendersi una birra nel camerino, mentre i ragazzi della band, Middleton incluso, stavano affettando culi come sashimi nel crescendo finale con atmosfere molto post-rock-incazzati.

E per chi non sapesse l'origine del loro nome, qui un link utile. Ora si spiega anche il significato dell'album dei Belle & Sebastian: The Boy With The Arab Strap (Ascoltandolo ora, mi pare di aver sentito ieri A Space Boy Dream cantata dagli Arab Strap. Non vorrei sbagliarmi, l'ipertestualità mi dà alla testa) .

And maybe I'm not very vocal
Cause I've used the words before
And the more they were repeated
The more they were ignored


ZabriskiePoint, che ora si prepara per dj Gruff.
postato da zabriskiepoint alle ore 17:56 | Permalink | commenti (2) (pop-up)
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venerdì, 10 febbraio 2006

Parole e Musica: Charles Bukowski vs. Tom Waits @ La Casa 139



Era opportuno ricostruire un'amosfera prima di scrivere questo post. L'atmosfera adatta genera ispirazione, così sulle note di Jockey Full Of Bourbon (tra l'altro pezzo d'apertura di uno dei miei film preferiti, a voi indovinare quale), di Tom Waits, cerco di ricordare la serata di lunedì alla Casa 139. Di turno il secondo CaravanChinasky della stagione, con un "esperimento artistico" intitolato Bukowsky vs. Tom Waits. Chinaski dice che sono quindici anni che aveva in mente una cosa del genere. Chinaski dice anche che Tom Waits e Bukowski si sono incontrati davvero almeno tre volte, e in una di queste Tom Waits  ha provato a tagliare i capelli al vecchio Hank.
Il poeta, con la sua classe, legge alcuni pezzi di Bukowski, mentre Dave Maldon oltre ad assomigliare fisicamente a Tom Waits, canta i pezzi di Tom Watis proprio come Tom Waits. Una performance notevole quella dei due artisti che per la prima volta hanno avuto modo di conoscersi su un palco.
La serata scorre piacevolmente, accompagnati dalle note di Valentino Pinoli al sax, e dal J&B che riempie i loro bicchieri più immagini e video, sullo sfondo, del poeta e del cantautore, il primo purtroppo ci ha lasciati non molti anni fa, il secondo invece è ancora attivo. Proprio in questi giorni sto ascoltando con attenzione l'ultimo suo album, Real Gone, e certe canzoni, come How's It Gonna End o Dead And Lovely o ancora Green Grass e la lunghissima e struggente Sins Of My Father emozionerebbero anche i più duri e puri. La poesia di questi testi e una musica mai invadente, quasi sottovoce, riescono a far vibrare ossa e carne. Poi c'è anche il rumore e la confusione (nel senso più positivo del termine) di pezzi come Hoist That Rag o Top Of The Hill, pezzi d'apertura dell'album. Ma questa è tutta un'altra storia.
Come dicevo all'inizio, era solo una questione di atmosfera. Un saluto a Charles Bukowski e a Tom Waits. Ed uno a Oscar e a suo cuggino Enzo (colui che disse e scrisse: Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare).

I said hey little bird, fly away home
Your house is on fire, your children are alone
Hey little bird, fly away home
House is on fire, your children are alone

(Jockey Full Of Burbon, Rain Dogs 1985 - Tom Waits)


Zabriskiepoint che... alla fine, salvo imprevisti, non andrà al concerto degli Ulan Bator.
postato da zabriskiepoint alle ore 16:50 | Permalink | commenti (2) (pop-up)
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sabato, 04 febbraio 2006

S-Low Mood



E nuovamente a Torino, questa volta per un concerto molto più popolato, per non dire affollato, rispetto a quello degli Amari del 20 Gennaio. I Marlene Kuntz hanno così aperto il S-Low Tour 2006 con questa data all'Hiroshima Mon Amour del 2 Febbraio con un concerto di un'ora e mezza. Amosfere noise pop hanno scaldato le centinaia di persone presenti, tra cui il sottoscritto che con una discreta abilità nell'infilarsi è riuscito a guadagnare verso metà concerto una visuale di tutto rispetto. Un'altra abilità è quella di arrivare sempre all'ultimo, volente o nolente. Penso sia piuttosto una questione di lune e di congiunzioni astrali, ad ogni modo, fortuna vuole che L. aveva già acquistato i biglietti su TicketOne, perchè arrivati alle 22.56 i biglietti erano già esauriti e il concerto sarebbe iniziato circa dieci minuti più tardi.
La canzone d'apertura è stata l'adattamento s-low di Lieve, pezzo che in qualche modo collega Gianni Maroccolo, ormai presenza fissa, a Cristiano Godano e compagni; Lieve infatti è stata suonata anche dai C.S.I. dal vivo, ex gruppo dell'attuale bassista dei Marlene Kuntz. La scaletta non la ricordo di preciso, ma dalla regia mi dicono che sono stati eseguiti per lo più brani dell'ultimo album, Bianco Sporco, più qualche pezzo storico di Catartica e il Vile. Ah Ricordo anche La Canzone che Scrivo per Te, ma soprattutto ricordo dell'ottima musica. Questo sì. Inoltre sono rimasto particolarmente colpito della bravura di Godano in fase canora, tenendo presente che le uniche registrazioni che ho avuto modo di sentire sono state quelle (ormai) preistoriche di H.U.P. Live in Catharsis, il (non più) ragazzo è migliorato parecchio dai tempi di quelle registrazioni del novantacirca.

Tra le funzioni della mia fotocamera (che fa sempre fatica a fare foto senza flash ai concerti) mi sono ricordato di poter fare anche i video. Questa volta quindi niente foto direttamente nel post (ma qui, qui e qui),  bensì un video. Per la prima volta in onda su questo blog. Giornata storica! Potete anche voi pubblicare i vostri video usando youtube.com, servizio scoperto sull'utilissimo blog di Ale. Un ringraziamento va anche a iMovie, usato per la prima volta per quest'occasione, che mi ha permesso di montare questi mini-clip di Nuotando nell'Aria e Infinità. Sempre più Think Different.

Ed ora lascio parlare la musica.



ZabriskiePoint che...forse s'è svegliato. O forse no.
postato da zabriskiepoint alle ore 03:57 | Permalink | commenti (pop-up)
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