E' come percorrere un'autostrada su un bolide da cinquecento cavalli. I finestrini abbassati, della musica ad alto volume che contrasta il rumore dell'aria e il ruggito del motore. Velocemente.
Tre anni, questo significa trentasei pagine di calendari che il primo del mese si rinnovano, ma che a capodanno seguono la dolce via della raccolta differenziata, destinazione paradiso di carta, dove dagli alberi si colgono solo frutti.
Mi appresto a concludere nel giro di pochi mesi quest'esperienza accademica, ma prima una tesi, o prova finale. Titolo depositato. Cinque i mesi a disposizione, cinque gli esami ancora da dare entro Gennaio. La linea del traguardo è vicina. Un foglio di carta e nemmeno più il titolo di Dottore; io che volevo scriverlo sul citofono, sulla guida del telefono, sulla targa della macchina, sui biglietti da visita. Io volevo scrivermelo persino in fronte, certo. Niente da fare, disse Letizia Moratti (che su google conta quanto Eva Henger. Lettore distratto, vedi post precedente), la riforma è la riforma.
Tutto scorre velocemente, rapido come le acque di New Orleans che trascinano via ricordi lasciando macerie o viceversa: portano con sè macerie, lasciando solo ricordi. Attentato della Natura ai danni degli Stati Uniti d'America, e dell'uomo. Quella, la Natura, se s'incazza fa danni, senza distinzione di razza, di credo o appartenenza politica. Non c'entra Al Qaeda, non c'entrano i Kamikaze palestinesi, nè quelli con gli occhi a mandorla della seconda guerra mondiale. Dilettanti. Il terrorismo non è che la risposta agli stupri umani a questo pianeta deturpato, saccheggiato, sovvertito ecosistemicamente. Vendetta, meritata vendetta. Angiolieri non poteva sapere dell'effetto serra, del protocollo di Kyoto, delle missioni spaziali. Tantomento delle bombe e della democrazia esportata con le bombe. Ma cosa disse piu di settecento anni fa? S'i fosse foco, S'i' fosse vento, S'i fosse acqua. Sì. Stiamo a guardare. Dopo lo Tsunami anche Katrina, l'acqua procede nella sua catastrofe. I ricordi lentamente marciscono, come le macerie, e sono destinati a morire. In un tempo sempre più veloce, cinquecento hp, trecento kilometri all'ora in corsia di sorpasso. Di questi tre anni di università ho conservato relativamente pochi ricordi, la prima lezione, il primo esame, la prima stretta di mano, le prime persone...ma questa è altra storia, tra bene e male.
E' tutto okay, caro lettore perplesso, nonostante stia ascoltando i Bright Eyes, e il loro mi-taglio-le-vene-indie-pop sta rendendomi odiosamente malinconico. Non voglio esserlo, non lo sono.
E' solo il ciclo vitale ed ogni esperienza è una micro-vita destinata a morire, alla stregua dei ricordi.
Sopra, Calendario Azteco trovato tramite Google. Il motore di ricerca è tuo amico, ora puoi cercare "tette di letizia moratti" e verrai reindirizzato a questo web-log, caro lettore curioso.
Non riesco a parlare esplicitamente di me su blog, ci ho provato, ma il risultato è il solito. Parole, sproloqui, vaneggi. Click.