Zabriensky Chi?

Amati o lamati, ah ma ti sei vista?
sabato, 30 luglio 2005

Le formiche e l'Apocalisse del quotidiano

Un gruppo di due formiche stavano muovendo le loro piccole zampe nere sul pavimento, rosa e kitsch, del cesso. L'estate, il caldo, cercavano un bar, un aperitivo, un drink, qualche spicciolo, non chiedevano molto. E invece han trovato un'orrenda morte. M. decise di cospargere gli angoli e i bordi delle pareti rosa di polvere bianca, tradizionale metodo per sconfiggere queste antiche e pericolosissime nemiche dell'uomo e del suo quieto vivere.

Sono cambiato, questa decisione ha portato sdegno e sconforto per la drammatica situazione di questi mini-insetti nel bagno di casa mia. Erano poche queste formiche. Poche e maledettamente innocenti per morire, l'idea che non torneranno mai più non mi fa sentire di certo allegro. E nemmeno più sicuro. Anzi, devo dire che mi tenevano compagnia queste minuscole compagne antennute, che discretamente passavano il loro tempo, mentre io ero seduto non vi dico dove.

Devo mettermi il mio cuore neo-animalista in pace, in fondo è la legge della sopravvivenza, l'animale-umano per per auto-preservarsi è pronto a uccidere, avvelenare, squartare, bruciare ogni altra specie. Non solo per nutrirsene.

Oggi ho ucciso una zanzara, pensava che la superficie del mio monitor fosse una pista d'atterraggio luminosa, che ne so, forse una portazanzare dell'aereonautica militare alleata, forse dovrei sentirmi in colpa, di omicidio doloso, fossi solo coerente e mantenessi sempre quella benpensante linea di pensiero delle righe d'apertura, ma la morte è dappertutto, la Signora Morte è più onnipresente di come si crede quel dio disegnato sui muri delle chiese.

Certe specie viventi sfuggono continuamente alla morte, o almeno lo credono per una vita intera, (pre)occupandosi il tempo, colmando organizers di impegni, lavorando, pensando più al portafoglio che alla mente. Ma la morte arriva, bella come una bambola, vestita di rosso che quando te la trovi davanti, non pensi sia lei, non lo penseresti mai. Allora vorresti una D.D.D. prestabilita, fare un patto con la morte, giocarci a scacchi come nel capolavoro di Bergman, Il Settimo Sigillo. Sapere la tua Data Di Decesso per prepararti, fare stretching, vestirti a tiro, dire le ultime preghiere all'ultimo dio comprato su ebay, l'ultima sigaretta, l'ultimo zapping, l'ultimo Tutto (o l'ultimo rutto). La morte non fa più paura come una volta, al contrario, affascina. Sono finiti i tempi del mantello nero, la falce mietitrice, senza timore aspettiamo con indifferenza e (dis)occupazione.

Buffo, non saprei, io che del mondo so solo che gira attorno al sole in trecentosessantacinque giorni e qualcosa, e che una volta ogni quattro anni ne impiega trecentosessantasei. Dimentico e non guardo. Dimentico la fame nel mondo, per non farmi passare l'appetito mentre mangio. Dimentico l'inquinamento, quando sono in macchina, nel traffico di milano e mi sento una goccia di una pioggia nella stagione delle pioggie in Africa. Invece sono una goccia di pioggia acida. E altre milioni di gocce bruciano il suolo sottostante. Dimentico la povertà, mentre pago i miei libri, i miei dvd, i miei dischi, i miei feticci, e dimentico pure il dio a cui ho creduto quando bestemmio per questa condizione, la società, nostra e altrui. Il terzo mondo che ricordiamo solo al Live Eight, per qualche giorno, dopodichè caldo killer e code in autostrada. Dopodichè Berlusconi & Prodi, Milan-Inter-Juve, campagna elettorale, campagna acquisti. Il flusso di coscienza, ormai incontrollabile, in conflitto col flusso televisivo. Teledipendenti fino al buco del culo, perchè non si può fare altro, inermi davanti all'apocalisse che arriva, puntuale più di un pendolare. Siamo veramente granelli di tempesta di sabbia, particelle d'idrogeno a Hiroshima, gocce di petrolio nell'oceano, bit di un sitema operativo che distruggerà il mondo? Non rispondo. Intanto Stati Uniti e Cina bell(icos)amente ridono raccontandosi barzellette di carabinieri a Kyoto.


liberamente ispirato da:

Pulp (C. Bukowski) e Repubblica.it

"La Terra. Lo smog, gli assassinii, l'odio, la mancanza di speranza, tutto. Sulla Terra l'unica cosa bella sono gli animali, e stanno eliminando anche loro, presto scomparairanno tutti, tranne i topi e i cavalli da corsa. E' molto triste, non c'è da meravigliarsi, se bevi tanto."

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domenica, 17 luglio 2005

In viaggio, patologie di un giovane ascoltatore

Velocemente il dodici luglio (vedi penultimo post) è arrivato e velocemente siamo già al diciassette. Ho avuto la conferma che aspettavo, siccome non provo godimento nel fare nomi e cognomi su cose che mi riguardano personalmente, per ora non voglio scrivere di cosa parlo e resto ermetico. A buon intenditor...Dico solo una parola: tesi. Chi mi conosce lo sa.
Domani un piccolo viaggio in quel di Trento in treno. Un paio di giorni, gentilmente ospitato da un amico e alle 21.30 inizia ufficialmente la famosa "raccolta di materiale".
Che poi raccolta non è,  visioni & visioni più che carta di cui nutrire i miei occhi.
Prossimamente parlerò del Son[n]o e di un altro romanzo a più pretese, e pian piano prenderà forma questa sfida, questo duello con me stesso che mi porterà al titolo di non-ancora-dottore & maledetta-riforma-universitara. Romanticamente mi vien da dire: sembra solo ieri quando assistetti alla prima lezione e - salingerianamente - via discorrendo.

Ho parlato di piccolo viaggio in treno, bene, proprio oggi ho stupidamente venduto l'ipod, un buon affare per entrambi, tranne per il fatto che per un paio di giorni dovro tornare ad usare il mio fido lettore cd compagno di chilometri tra scortesi e indifferenti troppolitani. Ore di treno a/r cinque, dischi undici, libri tre. C'è qualcosa che non va. Qualcosa di patologico. Una persona normale avrebbe portato massimo cinque cd.  Magari due o tre compilation con tracklist da brivido e un libro, un solo libro. Io no. Ho bisogno di scelta e di letture multi-tasking. E se poi decido di guardar fuori dal finestrino?

Riprendendo la simpatica idea di Stefano di stilare playlist per particolari occasioni propongo la mia per il viaggio in treno di domani:

Album:

Wilco - A Ghost Is Born
January - Motion Sickness
Interpol - Turn on The Bright Lights
Little Barrie - We Are Little Barrie
The Libertines - The Libertines
Julie's Haircut - Adult Situations
Mirabilia - How You Can Change Your Life
Mark Lanegan Band - Bubblegum
Offlaga Disco Pax - Socialismo Tascabile
Moltheni - Splendore, Terrore
QOTSA - Songs For The Deaf

Libri:

Ballard - Il Condominio (lasciato a metà da mesi)
Murakami - Tokyo Blues, Norwegian Blues (1° semifinalista per il viaggio di ritorno)
Nove - La Piu Grande Balena Morta Della Lombardia (2° semifinalista per il viaggio di ritorno).



(da sinistra: il segnalibro di Charlie Chaplin, Bubblegum, Socialismo Tascabile. La catena del post-it continua)

Alla prossima puntata (io punto su di me).
postato da zabriskiepoint alle ore 02:04 | Permalink | commenti (3) (pop-up)
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domenica, 10 luglio 2005

Remember & Post-it



Post molto notturno e molto veloce.
Ho comprato dei Post-it.
Informazione Interessante.
Mi passano per la testa pensieri e ricordi di vario genere.
Per esempio: il post-it è stata una delle prime estensioni della nostra memoria nell'era moderna, prima dei computer.
C'è chi è Post-it dipendente e chi, invece, non ne fa uso per scelta morale.
Adesso ho paura di diventare come Leonard [Memento].
Un post-it dopo l'altro. La mia stanza tinta di giallo.

Ah, quel capolavoro di Memento.
Dal regista di Batman Begins. Nei migliori cinema.

Anche questo blog oggi (oggi?) si è trasformato in Post-it.
Poche parole.
Come sul foglio giallo & quadrato.
Ho paura (e due) di diventare post-it dipendente.
Legato mnemonicamente a dei foglietti di carta con lato superior-posteriore adesivo.

Appunti, pensieri, riflessioni, scarabocchi.

Ti ricordi di Sammy Jankis?
postato da zabriskiepoint alle ore 03:43 | Permalink | commenti (6) (pop-up)
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lunedì, 04 luglio 2005

Now my mind must go on holiday

E' lunedì. L'orologio in camera mia è sempre avanti di un quarto d'ora, non per mia scelta, ma per scelta di tre lancette anarchiche guidate da quella rossa dei secondi. Tentenna, zoppica e si trascina non sempre regolarmente sul quadrante rotondo dell'orologio posto sulla colonna portante, che se no cade giù tutto. Se non ci fosse la colonna portante, dico. Orologio compreso.

E' lunedì, dicevo, e se le lancette sono avanti di un quarto d'ora mi frega poco, perchè poco ho da DOVER fare.
Niente schemi o sistemi, teorie e teoremi, saggi più manuali, citazioni e puntini di sospensione. Riposo rigenerante nel fresco condizionato a ventiquattro-gradi.
Now my mind must go on holiday, come Mark Lanegan.
Io, però, resto a Milano, mentre la mente è in vacanza (vedi sopra) e aspetto il 12, giorno in cui saprò se questa scelta di rimanere in città avrà un senso o no.

Rubrica del buon umore

Mi mettono di buon umore:

Il segnalibro di Charlie Chaplin.
Il Son[n]o.
Il carlino incrociato che si crede un gigante.
Il temperino di Snoopy (qualcuno sa perchè).
I joi**s.
L'amica del carlino incrociato.
Il walkie-talkie FisherPrice.
Reservoir Dogs.
Il post-ermetico.

La Foto della settimana @ Live 8


postato da zabriskiepoint alle ore 13:40 | Permalink | commenti (6) (pop-up)
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