Un gruppo di due formiche stavano muovendo le loro piccole zampe nere sul pavimento, rosa e kitsch, del cesso. L'estate, il caldo, cercavano un bar, un aperitivo, un drink, qualche spicciolo, non chiedevano molto. E invece han trovato un'orrenda morte. M. decise di cospargere gli angoli e i bordi delle pareti rosa di polvere bianca, tradizionale metodo per sconfiggere queste antiche e pericolosissime nemiche dell'uomo e del suo quieto vivere.
Sono cambiato, questa decisione ha portato sdegno e sconforto per la drammatica situazione di questi mini-insetti nel bagno di casa mia. Erano poche queste formiche. Poche e maledettamente innocenti per morire, l'idea che non torneranno mai più non mi fa sentire di certo allegro. E nemmeno più sicuro. Anzi, devo dire che mi tenevano compagnia queste minuscole compagne antennute, che discretamente passavano il loro tempo, mentre io ero seduto non vi dico dove.
Devo mettermi il mio cuore neo-animalista in pace, in fondo è la legge della sopravvivenza, l'animale-umano per per auto-preservarsi è pronto a uccidere, avvelenare, squartare, bruciare ogni altra specie. Non solo per nutrirsene.
Oggi ho ucciso una zanzara, pensava che la superficie del mio monitor fosse una pista d'atterraggio luminosa, che ne so, forse una portazanzare dell'aereonautica militare alleata, forse dovrei sentirmi in colpa, di omicidio doloso, fossi solo coerente e mantenessi sempre quella benpensante linea di pensiero delle righe d'apertura, ma la morte è dappertutto, la Signora Morte è più onnipresente di come si crede quel dio disegnato sui muri delle chiese.
Certe specie viventi sfuggono continuamente alla morte, o almeno lo credono per una vita intera, (pre)occupandosi il tempo, colmando organizers di impegni, lavorando, pensando più al portafoglio che alla mente. Ma la morte arriva, bella come una bambola, vestita di rosso che quando te la trovi davanti, non pensi sia lei, non lo penseresti mai. Allora vorresti una D.D.D. prestabilita, fare un patto con la morte, giocarci a scacchi come nel capolavoro di Bergman, Il Settimo Sigillo. Sapere la tua Data Di Decesso per prepararti, fare stretching, vestirti a tiro, dire le ultime preghiere all'ultimo dio comprato su ebay, l'ultima sigaretta, l'ultimo zapping, l'ultimo Tutto (o l'ultimo rutto). La morte non fa più paura come una volta, al contrario, affascina. Sono finiti i tempi del mantello nero, la falce mietitrice, senza timore aspettiamo con indifferenza e (dis)occupazione.
Buffo, non saprei, io che del mondo so solo che gira attorno al sole in trecentosessantacinque giorni e qualcosa, e che una volta ogni quattro anni ne impiega trecentosessantasei. Dimentico e non guardo. Dimentico la fame nel mondo, per non farmi passare l'appetito mentre mangio. Dimentico l'inquinamento, quando sono in macchina, nel traffico di milano e mi sento una goccia di una pioggia nella stagione delle pioggie in Africa. Invece sono una goccia di pioggia acida. E altre milioni di gocce bruciano il suolo sottostante. Dimentico la povertà, mentre pago i miei libri, i miei dvd, i miei dischi, i miei feticci, e dimentico pure il dio a cui ho creduto quando bestemmio per questa condizione, la società, nostra e altrui. Il terzo mondo che ricordiamo solo al Live Eight, per qualche giorno, dopodichè caldo killer e code in autostrada. Dopodichè Berlusconi & Prodi, Milan-Inter-Juve, campagna elettorale, campagna acquisti. Il flusso di coscienza, ormai incontrollabile, in conflitto col flusso televisivo. Teledipendenti fino al buco del culo, perchè non si può fare altro, inermi davanti all'apocalisse che arriva, puntuale più di un pendolare. Siamo veramente granelli di tempesta di sabbia, particelle d'idrogeno a Hiroshima, gocce di petrolio nell'oceano, bit di un sitema operativo che distruggerà il mondo? Non rispondo. Intanto Stati Uniti e Cina bell(icos)amente ridono raccontandosi barzellette di carabinieri a Kyoto.
liberamente ispirato da:
Pulp (C. Bukowski) e
Repubblica.it
"La Terra. Lo smog, gli assassinii, l'odio, la mancanza di speranza, tutto. Sulla Terra l'unica cosa bella sono gli animali, e stanno eliminando anche loro, presto scomparairanno tutti, tranne i topi e i cavalli da corsa. E' molto triste, non c'è da meravigliarsi, se bevi tanto."