Era molto che volevo scrivere questo pezzo, lo scrivo velocemente adesso, intorno alle ventuno e venticinque di una domenica piuttosto piatta. Le mie orecchie vengono in questo momento in contatto con un gruppo stoner, i Calamus. Musica che mi riporta alla mente una lettura di qualche settimana fa, si tratta di Superwoobinda, di Aldo Nove. Finalmente trovo l'ispirazione per questo post. Vi chiederete che diavolo c'entrano i Calamus con Superwoobinda, dandomi del medio drogato per le inutili associazioni mentali che passano per la mia testa, soprattutto quando scrivo di getto, come in questo momento.

Aperta parentesi narciso blogger. I minuti passano, mi sono imposto di scrivere in meno di venti. Ce la farò. Chiusa parentesi narciso blogger. Passo indietro. Stavo giusto dicendo poco sopra, che nello stoner dei Calamus ritrovo alcune atmosfere di SuperWoobinda, mi spiego meglio. Il parallelismo tra i due testi, uno musicale e l'altro letterario, secondo me ci può ben stare. L'aggressività Stoner e le immagini
maledettamente pulp (auto cit.) di Superwoobinda seguono la stessa lunghezza d'onda, lo stesso ritmo. Ma la violenza pulp di Woobinda non è fine a se stessa, come a una prima lettura superficiale si potrebbe pensare. Aldo nove ci pone davanti a un quesito a mio parere piuttosto chiaro e attuale: la vera violenza è quella delle storie da lui raccontate e basta, oppure l'idea di consumismo, globalizzazione e affini che spinge i protagonisti delle storie ad agire così mostruosamente? Cito a memoria (perchè il libro al momento ce l'ha la malefica (vedi links) Aenima e cerco di rimanere nei venti minuti evitando di perder tempo con ricerche su google)
"Ho ucciso i miei genitori perchè usavano un bagnoschiuma assurdo", queste le prime parole di SuperWoobinda. Colpiscono soprattutto per il loro forte contrasto: ucciso - genitori - bagnoschiuma - assurdo e l'interrogativo che pone Aldo Nove si legge in maniera chiara, se non esplicita.
Superwoobinda nella sua violenza e imperfezione narrativa (le storie raccontate sono scritte in prima persona da prototipi, un po' androidi, di italiano-medio, parola inflazionata ma sempre efficace) è estremamente raffinato sia nella scelta che nella (auto)descrizione dei personaggi. Letteratura pulp, sangue e merda, per dirla con Bebo Storti, un po' come
Reservoir Dogs: finale rosso sangue e grigio-piombo pallottole, ma il film, nel suo complesso, è perfettamente perfetto, e ha cambiato il modo di fare cinema, così Superwoobinda: nel suo disordine, nella sua violenza, forse non avrà rivoluzionato la letteratura italiana, ma una scossa, al suo tempo l'ha ben data. Benchè la letteratura Zelig negli ultimi tempi occupi costantemente la top ten. Pessimismo e Fastidio (?).
Aperta parentesi autocritica. Con tutto questo, perchè partire proprio dai Calamus, con tutti gli spunti che potevo trovare? E ovviamente non ce l'ho fatta a stare nei venti, tra corsivi e copertina e formattazione. Chiusa parentesi autocritica. E fine.