Poco fa stavo ascoltando per caso My Way, cantata da Sid Vicious. Mi sono soffermato su quel nome, Sid Vicious, e sono andato oltre il pensare al video della canzone, ai Sex Pistols, al punk's not died e via dicendo. Se leggo o sento Sid Vicious, la prima cosa che inferisce al mio cervello è l'immagine di un vecchio videogioco: Stunt Car. Concepito verso la fine degli anni ottanta, credo, la grafica non è minimamente comparabile coi videogiochi di automobili dei giorni nostri, niente volanti e pedaliere da nerd, nè audio in sourround 5.1; l'effetto 3d di oggi, ai tempi era solo utopia. Lo scopo del gioco, e il suo principale divertimento, era quello di creare piste a piacimento (dall'ovale stile indianapolis, al circuito cittadino), e sfidare quei pochi piloti sfigati che il computer metteva a disposizione: due ragazze, una bionda e una mora, una specie di barone col monocolo, un nerd, e infine lui, Sid Vicious. Un duro. Faccia da figlio-di-puttana, occhiali da sole e giubbotto di pelle, una specie di Fonzie cattivo. Non che lo stimassi, per carità, a dire il vero non sopportavo il suo modo di fare, le sue frasi arroganti, la sua sigaretta. Però spesso e volentieri ero io a vincere, divertente era farlo incazzare, anche se si trattava solo un videogioco su un ormai obsoleto 386. E' già preistoria.
C:\cd giochi
C:\giochi>stunts.exe
fasten your seatbelts!

Sei giorni in cui non ho fatto niente.
Sei giorni in cui non ho preso in mano libro e allo stesso tempo mi sono sentito la coscienza pulita, pulitissima, essendo finita la sessione di settembre. Domani si ricomincia: lezioni, appunti, pause pranzo, eccetera eccetera. Venerdì libero e settimana corta, evvai.
Domani, primo giorno di scuola. Cercherò ricordarmi di portare quel che mi occorre per la mia sopravvivenza: monete per il caffè sigarette, accendino, lettore cidì batterie, cidì chiavi di casa, portafoglio...Ah già un quaderno pulito e una penna. A volte scarabocchio, altre scrivo, ma poi mi annoio e riprendo a scarabocchiare.
Incomincio sempre lentamente, con calma, perchè partir di corsa? Fa male al fegato.

"I consider myself a poet first and a musician second. I live like a poet and I'll die like a poet"
Bob Dylan (Highway 61)
Ma sì, in fondo mi piacciono gli esami. La vita è un continuo esame...! Ok...calma, non voglio scrivere su questi luoghi comuni e fare lunghi discorsi carichi di frasi che iniziano con "La vita è..." o "Nella vita si deve...".
Oggi, cari lettori, parliamo (scriviamo) degli esami di profitto all'interno dell'ambiente universitario (che tono serio, accidenti). In fondo, la differenza con le classiche interrogazioni scolastiche, si sà, e è notevole. Alle superiori, nella maggior parte dei casi, hai a che fare con vecchi professori che ruban tempo con la loro mediocrità (per dirla con Ligabue): da una parte ci sei tu, povero studente che poco studia e tanto chiacchiera (in classe) e dall'altra un uomo o una donna i quali saperi sono e rimarranno circoscritti alla materia insegnata e al programma che di poco cambierà nel corso degli anni. Ma qui vorrei tagliare, fra i banchi di scuola ci siamo stati bene o male tutti, perciò salto a piè pari le descrizioni di differenti tipologie di interrogazione conditi da aneddoti simpatici e non.
Nel campo universitario (ad ogni modo parlo sempre della mia esperienza), il ruolo che ha il professsore è quello sì di testare le conoscenze dello studente, ma l'interrogazione assume talvolta le caratteristiche di uno scambio di idee, un colloquio con chi è veramente interessato ad ascoltare ciò che stai dicendo in quel preciso momento. Dietro i registri e fogli e foglietti vari, c'è spesso una persona che sta dando la propria vita,o gran parte di essa, al mestiere che svolge. Sono convinto che è interessante allo stesso modo, per un professore, apprendere il livello di interiorizzazione della materia studiata e precedentemente spiegata dallo studente interrogato, un buon feedback insomma.
Certo, ti può capitare di finire con un assistente figlio-di-buona-donna (ben descritto da Chew nel post del 29 agosto) che, oltre a bramare la morte del professore titolare, si diverte a mettere in crisi l'interrogato per la pura gioia sadica di veder soffrire il prossimo. Studio sociosemiotico, analitico-psicologico, o semplicemente anale? Questi rimarranno assistenti a vita oppure insulsi ricercatori rinchiusi in laboratori/istituti e lavoretti da scrivania. Il Professore (con la P maiuscola), a mio avviso, deve essere in primo luogo umile, mostrarsi disponibile al dialogo e talvolta, perchè no, allo scambio attivo di opinioni fra egli e lo studente, x = y: è questa la sensazione che ho provato questa mattina (pur essendo capitato con un assistente). Davanti a me, una persona che sa parlare, ma che soprattutto ha saputo ascoltare. Questa è la prerogativa, saper ascoltare (tutto ciò ricorda vagamente N.Moretti in Caro Diario, episodio Medici).
Ora, come direbbe James Bond: "Anche questa è fatta", stacco la spina per qualche giorno, ho bisogno di una sana dormita, un po' di sole e aria notturna, un po' di cinema, che non guasta (curioso di vedere Terminal). Prossimi esami a Gennaio.
Questa mattina parecchi pensieri mi giravano per la testa, ma non preoccupazioni. Riflettevo, ricordavo, mi soffermavo su ogni cosa che il mio cervello percepiva. Propriocettività. Mentre ero in macchina, ascoltando Sonic Youth a ottimo volume, sono venuto a conoscenza della nascita di un nuovo canale televisivo, chiamato telesport (se non sbaglio) e "cercalo sul tuo televisore!", ho visto la nuova alfa romeo, ed è veramente bella, come disegno, come colore, poi per il resto me ne intendo relativamente e me ne importa altrettanto; fortunatamente (ironia: on) mi sono ricordato che Milan e Juve (e SKY) sono sempre con me, Gattuso e Buffon compresi nel prezzo. Holden ora direbbe: e via discorrendo. Cut.
Poi ho attraversato mentalmente, in fare citazionistico de "Il cielo sopra Berlino", le vite interne degli automobilisti milanesi in coda. Mi sono simpatici, col loro egoismo, indifferenza per chi porge una mano fuori dal finestrino, narcisismo che li accompagna nelle veloci macchine sportive, capelli di plastica o dopobarba e ventiquattrore, come dicevano i Pooh. Potrei continuare. Cut again.
Mi perdo nella pubblicità cartellonistica, nella musica, nella guida, nella gente. Immagino i loro pensieri. Le loro vite vengono create dalla mia fantasia di aspirante regista di basse ambizioni. Dopo un Aglio e Olio esselunga e una mutanda-cosa-ti-guardi? il mio occhio cade su un anziano signore affacciato alla finestra che osserva la routine della Milano che guida, e chissà, magari ci osserva così ogni giorno, mi sono chiesto.
Dev'essere davvero rilassante osservare il caos dal di fuori.

Sonic Youth - Dirty (1992)
Prima o poi mi tornerà la voglia di scrivere qualcosa di mio. E la smetterò di incollare foto come figurine e testi di canzoni come ai tempi della smemoranda.
Questa volta vorrei solo segnalare un blog, il blog della vergogna. "Vergognose citazioni di persone senza vergogna", e fra le ultime persone senza vergogna non manca il sedicente giornalista Vittorio Feltri, protagonista dell'ennesimo esempio di umanità sulle pagine del suo libero giornale, se "giornale" si può definire.
A schiaffi ci prenderei lui, e - come direbbe Novecento - in culo il politicamente corretto!
Scusate la rabbia, buonanotte.
Ho voglia di una canzone piccola, che parli di cose piccole che diventano invisibili schiacciate dagli eventi dai grandi avvenimenti una canzone piccola che parli di caffettiere di cartoline di pasta e ceci di sveglie che non suonano o suonan troppo forte
di un ritornello che ti resta in testa di uno spiffero dalla finestra
delle tue labbra della tua maglietta una canzone lenta come una bicicletta,
una canzone piccola fatta di due strumenti al massimo due accordi senza tanti accorgimenti
lontana dall'Europa dal mondo e dalle stelle ma molto molto molto molto molto vicina alla mia pelle piccola come l'aria che mi entra nei polmoni
una canzone piccola con piccole emozioni fatta di una matita un poco di caffè
le scale mie di casa un piccolo perché i tuoi vestiti allegri a fiori di campagna
senza pretese come una farfalla che è bella perché è bella e non c'è discussione
una canzone piccola come la mia opinione come un panino caldo
come una passeggiata talmente piccolina che adesso è già finita come una chiacchierata col solito vecchio amico
che sa che cosa penso anche se non lo dico una canzone piccola che parli delle cose in questa stanza un movimento semplice una leggera danza
una canzone piccola che ci si può fidare una canzone piccola che non ha niente da dimostrare,
che non ha niente da dimostrare che non ha niente da dimostrare
(Jovanotti - Canzone Piccola)
E bentornato a me.