Zabriensky Chi?

Amati o lamati, ah ma ti sei vista?
venerdì, 30 aprile 2004

Un po di fatti miei....

Un po di fatti miei.

Torno adesso a casa, dopo un'ora di partita a calcetto cinque contro cinque. Mentre sto mangiando una mela sento quasi tutto il mio corpo che duole: dai polpacci allo stinco sinistro dove ho un bel bernoccolo, dai piedi alla gola. Accidenti il fumo fa veramente male. C'era un ragazzo che non giocava da un annetto pure lui, come me, ma non fuma. Dovevate vederlo come correva, mentre io ero gia' morto dopo 10 minuti. Ok, forse la sigaretta corretta vegetalmente non ci voleva prima di giocare, lo ammetto che ho sbagliato. Credo si ripeterà una partita come questa, piu o meno con la stessa gente, magari con una corsetta di venti minuti il giorno prima, giusto per entrare in forma. Un anno senza correre l'ho sentito troppo, beh almeno due gol li ho fatti, ma verso la fine quando anche gli altri erano spompi seppur meno di me. Poi se penso che giocavamo praticamente contro non fumatori e abbiam perso qualcosa tipo 11 a 8, spero potrà esserci una breve rivincita magari coi polmoni un po' più puliti, chissà che schifezze ho dentro, anche se non fumo tantissimo. Ora indolenzito me ne vado a letto

Questo è quanto, a voi studio.

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domenica, 25 aprile 2004

Sono arrivato ora a ...

Sono arrivato ora a casa. Stasera ho visto Kill Bill vol.2, al cinema. Non sono degno di scrivere alcuna parola, perchè non basterebbe per esprimere la grandezza di questo film. Non potete perdervelo, non potete farvelo scorrere via, non potete non ammirare un capolavoro di cinema contemporaneo come questo. Sono assolutamente estasiato.

Grazie Quentin, per averci regalato anche questa volta una pellicola indimenticabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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giovedì, 22 aprile 2004

Un Film Parlato, Man...

Un Film Parlato, Manoel De Oliveira 2003.

Rosa Maria, giovane professoressa universitaria di storia, attraversa il Mediterraneo in crociera con la figlia Maria Joana, diretta a Bombay, in India, per incontrare suo marito.
Nelle diverse città in cui sosta lungo la crociera, Rosa Maria conoscerà per la prima volta i luoghi di cui parla nelle sue lezioni, mai visitati prima.
Cosí il viaggio attraverso Ceuta, Marsiglia, le rovine di Pompei, Atene, le piramidi d'Egitto e Istanbul, diventa anche un viaggio attraverso la civiltà mediterranea, e un'evocazione di quel che ha più marcato la nostra cultura occidentale.
Durante la crociera Rosa Maria conosce anche tre donne che la colpiscono molto: una francese, imprenditrice di successo; un'italiana, ex famosa modella; una greca, attrice e insegnante; e soprattutto il comandante della nave, un americano di origine polacca.
[...]

21 Aprile 2004, cinema Colosseo, Milano, h. 22.30.

Il Titolo crea sin dall'inizio determinate aspettative e alla sua prima lettura si può già intuire il dominio della parola, che si imporrà come unico medium fra spettatore e film. Attraverso una seconda analisi più approfondita, si può affermare che risiede proprio nel titolo la prima mossa a favore della deumanizzazione del ruolo del regista come narratore primo, lasciando alla parola il ruolo di enunciatore e oggetto dell'enunciazione. Un-film-parlato, sono tre parole che richiamano contemporaneamente film, parola e semplicità, e così dev'essere, così è il film. Le immagini funzionano esclusivamente da cornice ed è la parola che sostituisce le altre componenti generative di un qualsiasi altro film, come la colonna sonora o i movimenti di macchina.
Assistiamo a lunghi piani dove la presenza umana resta solo un dettaglio e a inquadrature statiche sui personaggi. L'uomo è come se non fosse dietro la macchina da presa, ma esclusivamente dentro il film e davanti allo schermo con un opposizione di valori inclusione/esclusione vs. interpellazione/non interpellazione per quanto riguarda il nostro punto di vista. L'assenza di messe a fuoco e zoomate, costante profondità di campo ecc. sono ulteriori conferme per lo spettatore sulla messa in scena di un film che, come già detto, non deve aver bisogno di alcun mediatore (come il regista) al di fuori della parola. Deve essere completamente autosufficiente.

Siamo davanti a una metafora sul mondo, sulla sua storia, sulle sue culture, sulle sue lingue. La prima parte è un viaggio nel tempo, dal passato al presente, che ci mostra l'evoluzione dell'uomo (ricordando Pura Vita, di A. De Carlo nel rapporto genitore/figlio).
Un film parlato che si fa ascoltare in lingue differenti: il greco (lingua madre della cultura europea), l'italiano (trasposizione contemporanea del latino, quindi vedi greco), il portoghese e il francese (alcune delle lingue che hanno colonizzato il mondo dal sedicesimo secolo in poi), e infine l'inglese, futura lingua del mondo globalizzato.
Alla tavolata a cui assistiamo nella seconda parte, abbiamo un frammento di borghesia disillusa e pessimista, ma con ambizioni utopiche di poter/voler migliorare il mondo autoeleggendosi èlite culturale sollevando al tempo stesso interessanti discorsi su differenti tematiche che influenzano la nostra vita come l'amore, l'amicizia, il lavoro, la politica.
Il finale, con un pugno dritto nello stomaco, distrugge queste utopie, polverizza i discorsi ascoltati in precedenza, fa dimenticare il viaggio affascinante sulle acque del Mediterraneo e del Mar Rosso visto nella prima parte.
Fa riflettere. Non è solo pessimismo.
Siamo lì, immobili, nel buio della sala. I nostri occhi aperti e sconvolti e illuminati da questa perla di cinema.
Continuando a sentire quel rumore, contemplando quel fermo immagine.

Ascoltando solo il nostro respiro.

Al prossimo capolavoro.

Ricky












postato da zabriskiepoint alle ore 16:56 | Permalink | commenti (6) (pop-up)
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lunedì, 19 aprile 2004

Pendolari di tutto i...

Pendolari di tutto il mondo, unitevi nel toothing. Parola (e pratica) magica (dall'inglese to tooth, mordere, rosicchiare) che vi aiuta ad ingannare il tempo mentre viaggiate in treno, in metropolitana, ma anche durante un noioso convegno di lavoro. Si rimorchia, si fa un po' di sesso al volo, con la certezza (e questo fa la differenza) di sentirsi dire di sì. Il toothing, la nuova frontiera dell'accoppiamento mordi-e-fuggi, arriva dalla Gran Bretagna e sta mandando in delirio i giovani (ma non solo) lavoratori inglesi. Tutto grazie alla tecnologia Bluetooth e ad un protocollo azionato da un gruppo di ragazzi britannici.

Articolo completo

M: - Toothing?
S: - Xkè no? Io mi kiamo Sara, tu?
M: - Manuel! Ho 25 anni...
S: - Io 23 hihihi
M: - dì un po', ke fai nella vita di bello?

dopo 30 minuti

M: - Ti va di vederci?
S:- Molto volentieri...e poi?
M: - Poi si vedrà....Ci vediamo davanti al bagno prima dell'ultimo vagone ok? Intanto ti mando una mia foto in Mms.
S: - Sei carino, arrivo subito! sono curiosa di "vederti"! :p

Questa potrebbe essere una potenziale conversazione fra due Toothers, magari un pendolare e una turista o cose del genere. Assurdo.

Le tecnologie stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere, e questo è indubbio.

A volte ci offrono comodità impensabili fino a un decennio fa.

In altri casi ci rendono più pigri, sempre più parassiti e schiavi di esse.

Ci sentiremmo persi senza la possibilità di avere fra le mani almeno un Gsm con scheda Sim. Il cellulare ora è una necessità quasi primaria per l'esistenza e la sopravvivenza (e anche per l'accoppiamento, vedi sopra) dell'uomo occidentale. Qualche anno fa (non troppi, diciamo sei o sette) era un piccolo lusso averne uno ed era impensabile che si potesse arrivare fino a questo punto.

Ho dato un'occhiata alla community dei toothers, non sono in pochi. Già mi immagino le discoteche più in di Milano (e non solo), popolate dalla fauna più in Milano tutti col loro "3 is the magic number" a cercare di abbordare qualche fanciulla che sta bevendo il suo cocktail analcolico dall'altra parte del privè. Allucinante.

D'accordo, ammetto di farmi troppi viaggi mentali e talvolta fin troppo esagerati.

In conclusione: Toothing? No, grazie!

Ora devo uscire di fretta, in ritardo come sempre. Accidenti!








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domenica, 18 aprile 2004

Non guardo quasi mai...

Non guardo quasi mai la tv, ad eccezione di pochi programmi. Solo uno, però, riesco a guardarlo con piacere senza cambiare canale: Blob.
Capolavoro quotidiano di arte visiva.
Pochi minuti, un cocktail esplosivo e allo stesso tempo sconvolgente, geniale, somministratoci ogni giorno col contagocce.
Frammenti di palinstesto, ciò che non siamo riusciti a vedere, ciò che forse non avremmo dovuto vedere, montato come se fosse la soggettiva dello spettatore/consumatore post-moderno ipnotizzato dal continuo far zapping.
Per questo Blob è l'essenza della televisione.


Volevo ringraziarti Blob, tu che ogni giorno lasci una perla in quest'immondizia televisiva.
Mi ricordo di te anche quand'ero piccolo, e mi facevi paura. Non capivo. Volevo la vera televisione, quella coi presentatori, i suoi film,i balletti e via discorrendo.
Ora, invece, non ho più paura di te, ho paura della tv. Proprio così.
Il 17 Aprile hai compiuto 15 anni. Auguri, e grazie d'esistere.

 

 

 

 

 

 

 









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giovedì, 15 aprile 2004

Due righe su ciò che...

Due righe su ciò che ho visto qualche giorno fa. L'estate di Kikujiro.
Finalmente ho trovato il tempo di vedermelo (anche perchè giusto l'altro ieri ho trovato i cd dispersi nel disordine di camera mia) e devo dire che è veramente un film straordinario.
Non mi dilungo in osservazioni critiche, ma non posso non dire che ho apprezzato ancora una volta la regia e la sensibilità di un regista straordinario come Kitano, che mette in scena un modo di fare cinema a cui lo spettatore medio occidentale forse non è ancora pronto e forse mai lo sarà.
Sempre più attratti dal fenomeno da baraccone chiamato Hollywood, e dai fenomeni natalizi come i Vanzina e simili, sempre più guidati da un'informazione da tg4, tg2, studio aperto, striscia la notizia e doreciakgulp che propongono di vedere sempre le solite cose, sempre le solite facce, e di nutrirci sempre e solo del solito solido mercato globalizzato che sta preparando questa società dello spettacolo al collasso, la rivoluzione del digitale, microsoft e linux, internet e filesharing, porno on demand e "questa partita offerta da: MasterCard", grande fratello e reality shows, segui le nostre avventure, vota e vinci, gratta e vinci, chiama e vinci, ma Leonardo Da Vinci era un calciatore? Succederà pure questo.
Annullamento della memoria collettiva, e autodistruzione del mondo. Ecco tutto.
Perchè l'uomo è un parassita, come diceva qualcuno è il virus del pianeta terra; guardate come l'abbiamo ridotto, il pianeta più bello del sistema solare.

Scusate il tono apocalittico.

Bill siamo qui che aspettiamo, dacci oggi il nostro chip quotidiano.

Amen.






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mercoledì, 14 aprile 2004

La prima volta che v...

La prima volta che vidi Zabriskie Point ricordo promisi alla mia mente che non avrebbe dimenticato tanto facilmente. Ero perfettamente conscio si sarebbe trattato di un esperienza al di fuori di ogni schema, oltre i piu' prevedibili concetti cinematografici.
Zabriskie Point e' opera di genio indiscusso, un Michelangelo Antonioni al suo zenith di percezione creativa; le forme astratte e perfettamente, idealmente complementari alla delirante, tagliente colonna sonora musicale, rappresentano lo specchio delle visioni contorte e affascinanti del grande regista ferrarese.
Con Antonioni il cinema acquista una dimensione inedita, affatto semplice da comprendere a una prima visione: si notera', in piu' di una circostanza, di come non esistano fondamenti di sceneggiatura o protagonisti che rubino la scena tramite invadenti forme di narcisismo recitativo (il vocabolo "primadonna", cosi' come fu per Kubrick, non sembra essere mai appartenuto alle pretese artistiche di Antonioni). Uno dei grandi meriti attribuibili ad Antonioni e' l'aver saputo coniugare il concetto astratto, simbolico e debordante della psichedelia britannica dei tardi anni '60 a immagini e tematiche che fossero la perfetta
rappresentazione delle proprie visioni spazianti in un ipotetico universo parallelo.

[...]

Il testo poi continua piacevolmente, lo potete trovare qui.

Volevo inaugurare il blog con queste parole, rassicurandovi però che questo non sarà un blog monotematico sul cinema o su antonioni in fattispecie, anzi. Cercherò di parlare di vari argomenti: attualità, sport, musica, cinema, politica, riflessioni personali, ma tutto senza troppa serietà, anche per non annoiarvi eccessivamente.
Questa è la mia seconda esperienza di blogger, la prima l'ho avuta con livejournal, non so se qualcuno di voi lo conosce. I motivi per cui l'ho abbandonato (in ogni caso non definitivamente)? Non saprei di preciso, anche perchè ho postato 7 o 8 volte, però splinder mi ha subito colpito dall'homepage.
Spero solo di esser costante nell'aggiornamento e di scrivere cose interessanti sia per me, che per voi.
Per ora vi lascio, dicendovi che mi chiamo Riccardo, sono della provincia di Milano e ho 21 anni.
Ulteriori informazioni su di me verranno rese note in futuro.
Alla prossima

Ricky

:)










postato da zabriskiepoint alle ore 01:19 | Permalink | commenti (1) (pop-up)
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